martedì 4 dicembre 2012

Respiro

Che bella Madrid in queste notti.
Richiamato all'aperto dal bussare del vento alle mie finestre mi ritrovo all'improvviso in terrazza.
E' freddo, il vento corre, un po' ulula e un po' rantola, dipende da quale camino o portone incontra sulla sua strada. Dalla mia casa una canzone che vorrebbe essere da estate canta le sue note storte.
In cielo la Luna è una mezza palpebra che ammicca con un sorriso d'argento, avvolta da mille brillantini stellari sparsi in vaire costellazioni.
Poche nuvole bianche, rilucenti, in fondo al paesaggio, laggiù, vicino al limite, nuvole di vapore di antichi treni partiti verso chissà quale destinazione, mentre il vento fa cantare i platani sui viali al suono delle loro ultime foglie stanche.
E' un respirare faticoso e affannato, lento, come quello di un suonatore di bottiglie vuote sfinito dalla performance.
Intanto stesa sulle sue colline, la città ammicca con sfida e malizia al cielo, sicura e strafottente nelle sue luci tremolanti.
Respiro l'aria fredda dell'inverno, respiro il vento sulla faccia, e con un brivido scuoto quel torpore euforicalcolico che mi stava invadendo.
Che bella Madrid, in queste notti.

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